Monte Mirabello
Simone Marzocchi e Simone Zoli vivono la Romagna da dentro. Professionisti del vino dagli anni Novanta, conoscono bene le dinamiche di questo mondo. Il richiamo alla terra è stato progressivo fino al momento in cui non sono riusciti a dire di no difronte ad un vecchio impianto sul Monte Mirabello nell’appennino tosco romagnolo. Una formazione, la loro, non proprio accademica quanto fatta di ascolti, dubbi e molti assaggi. Nel vino riversano tutta la loro passione e amore per questa terra troppo spesso incompresa e invece capace di donare vini straordinari.
Ci troviamo tra i 400 e i 600 metri di altitudine, l’aria, anche nelle giornate più calde, porta con se la freschezza della montagna che si fonde con i profumi delle resine e dei fiori. Adottano una tecnica semplice ma molto accorta per non rovinare tutto ciò che riescono a portare a casa con gran fatica.
Suoli, climi, altitudini, venti, cambiano di metro in metro. Ma c’è una cosa che accomuna questo pezzo di storia vitivinicola romagnola: l’importanza del vitigno sangiovese nella vita socio-culturale di ogni casa, borgo, paese. Qui più di ogni altro luogo, la consuetudine dei gesti agricoli, la memoria della terra, sono elementi incardinati nella socialità e nella quotidianità.