In Borgogna torniamo sempre volentieri, generalmente una volta all’anno per assaggiare dalle botti i vini che verranno imbottigliati ma anche con l’intento di cercare di capire sempre più questo luogo. Spesso ci ritroviamo a passeggiare tra i filari dei Grand Cru e Premier Cru quasi fossimo in un museo a cielo aperto, subendo inevitabilmente anche il mito di quanto ci circonda: le espressioni più elevate di pinot noir e di chardonnay arrivano da qui, la suddivisione dei singoli cru e l’esaltazione del talento del terroir è una tradizione di secoli.
Agli inizi di ottobre ci siamo tornati in occasione di un piccolo salone a Chagny dove abbiamo avuto l’occasione di rivedere i vignaioli che già importiamo ma anche di mettere le basi per dei rapporti futuri con altri.
Abbiamo attraversato buona parte della Cote de Beaune partendo da Sud, da Maranges per poi passare a Chassagne Montrachet, Puligny e Meursault.
Arrivati a Nuits Saint Georges abbiamo incontrato un produttore nel suo vigneto, il Premier Cru Perrières nella zona alta che confina con il bosco e poi nel minuscolo e fatato villaggio di Chambolle Musigny.
In questi casi ci si rende conto del privilegio che si ha nel fare questo lavoro e la responsabilità che si avrà poi nel commercializzare questi vini, dando loro il giusto valore.
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