Un monumento, una vigna.
Marko Tavcar ci ha portati a vedere la Gorijanka, piccolo appezzamento che gestisce con l’amico Marko Fon.
Malvazija piantata nel 1909 a piede franco, ha passato 4 stati: l’impero Austroungarico, la prima guerra mondiale e il dominio del regno d’Italia; la seconda guerra mondiale e la confederazione della Jugoslavia; la guerra civile e la nascita della Slovenia.
In gestione dei due Marko dal 2009, l’hanno salvata mantenendo le vecchie vigne, propagandole per propaggine dove c’era possibilità, mantenendo e recuperando il vecchio sistema di impianto a impalcatura larga, usando l’antico e prezioso clone di malvazija ad uso di selezione massale, tenendo le file larghissime, sette metri perché in mezzo si seminava frumento, mais, si faceva l’orto e la frutta (ancora presenti vari alberi da frutto).
Un piccolo mondo incantato, dove il tempo si è fermato, in posizione fresca e ventilata, dal terreno calcareo argilloso ricco e drenante.
Il Carso sloveno, selvaggio e incontaminato, sa donare grandi vini, salini ed eleganti i bianchi con vitovska e malvazija; sanguigno e speziato il teran, il rosso dalla grande acidità.
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